La tricopigmentazione funziona ma possono esserci delle controindicazioni, se il trattamento non viene eseguito secondo gli standard. In questo articolo, spieghiamo quali possono essere i casi di controindicazioni e come evitarle.

La tricopigmentazione è un trattamento paramedico che copre gli inestetismi del cuoio capelluto affetto da calvizie ma quali possono essere le controindicazioni?

  • Le false promesse (come i risultati in una sola sessione).
  • La scarsa esperienza e preparazione del tricopigmentista.
  • La qualità scadente dei pigmenti impiegati.
  • La mancanza di naturalezza del risultato causata da un trattamento mal riuscito.

In effetti, intorno a questo universo aleggia una certa confusione dovuta anche alla gioventù della tecnica in Italia. Forse è per questo che alcuni effetti collaterali della tricopigmentazione tendono a verificarsi con maggiore facilità.

Perciò, prima di scegliere di sottoporsi a questa tecnica che rimedia alla calvizie, conviene porsi le giuste domande:

La scarsa informazione non ci aiuta a rispondere a questi quesiti ma possiamo confermare che degli aspetti negativi esistono solo in determinati casi. Vediamo quali sono e approfondiamo il dilemma delle controindicazioni della tricopigmentazione.

Risultato in una sessione di tricopigmentazione: controindicazioni

Tricopigmentazione e controindicazioni: tutto quello che non ti dicono

Partendo dal presupposto che chi somministra il trattamento di pigmentazione del cuoio capelluto deve essere specializzato e qualificato, esistono persone e strutture che promettono soluzioni in una sola sessione di tricopigmentazione.

Niente di più sbagliato: i pigmenti naturali, innestati nel secondo strato della cute, devono poter sfumare naturalmente per poi essere ripresi durante le sedute successive. 

Rischi: coloro che si sottopongono a trattamenti di una sessione, rischiano di ottenere risultati disastrosi (come la tricopigmentazione malriuscita del soggetto nella foto), per risolvere i quali dovranno poi sottoporsi ad interventi di rimozione con laser e, successivamente, ad un corretto trattamento di tricopigmentazione del cuoio capelluto (in più sessioni).

Tricopigmentazione semipermanente o permanente?

La dermopigmentazione dei capelli è permanente quando il cuoio capelluto non smaltisce il pigmento naturale utilizzato. Quest’ultimo è destinato a restare nella cute per anni, senza subire alterazioni. Per tale motivo si chiama anche tricopigmentazione definitiva.

Al massimo, dopo quattro o cinque anni, può sfumare leggermente. In quel caso, sarebbe necessario un ritocco.

La tricopigmentazione semipermanente, invece, è caratterizzata dall’impiego del cosiddetto pigmento riassorbibile. Quest’ultimo, a differenza del fratellastro permanente, dura al massimo 8 mesi, dopodiché scompare. Questa variante del trattamento necessita di sedute di rimpiazzo frequenti e costose.

Per entrambi i trattamenti, può accadere di imbattersi in persone con una singolare condizione della cute dovuta, per esempio, a tessuto cicatriziale, dermatiti, aree ipervascolarizzate oppure spessore dell’epidermide. L’elevata reattività del sistema immunitario, dovuta alle particolari condizioni del cuoio capelluto, può causare una lieve attenuazione del colore in alcune zone, risolvibile con ritocchi supplementari.

La tricopigmentazione funziona oppure no?

Quando ci si imbatte nella perdita dei capelli, i primi quesiti che ci poniamo sono:

  • posso far ricrescere i capelli persi?
  • sto perdendo i capelli, esistono dei rimedi?

Nella maggior parte dei casi di alopecia, stempiatura, diradamento frontale o diradamento vertex, per risolvere il problema, si pensa alle tecniche di trapianto di capelli. 

Queste ultime, oltre ad essere piuttosto costose, prevedono lunghi periodi di convalescenza e lasciano cicatrici permanenti sul cuoio capelluto del paziente. Perciò, diversi uomini si affidano alla tecnica di pigmentazione del cuoio capelluto.

Ma la tricopigmentazione funziona?

Anzitutto, se la tricopigmentazione si vede, il trattamento non è riuscito. L’effetto della pigmentazione tricologica dovrebbe essere realistico e naturale, non artificioso.

Affinché la dermopigmentazione dei capelli restituisca al paziente un risultato ottimale, è fondamentale che il tricopigmentista includa la sfumatura nella sua tecnica di innesto.

In questo modo, la tricopigmentazione funziona senza controindicazioni.

Tricopigmentazione si vede?

L’effetto della micropigmentazione del cuoio capelluto, dovrebbe essere realistico e naturale ma non sempre è così. Quando la tricopigmentazione funziona, il trattamento non si nota.

Se la tricopigmentazione si vede, vuol dire che il trattamento non ha raggiunto risultati ottimali, peccando di naturalezza.

La dermopigmentazione dei capelli fatta dai fastidiosi “improvvisati”, pecca di strumentazione impiegata, tecnica di innesto, sfumatura e pigmenti impiegati.

Una tricopigmentazione dai costi troppo bassi, potrebbe nascondere una certa ciarlataneria da parte di chi la esegue con controindicazioni e conseguenze per il paziente.

Consigli: accertarsi dei risultati ottenuti da altri pazienti visionando foto, recensioni e situazioni dal vivo.

I risultati ottenuti dai pazienti Tricomedica

Tricopigmentazione 3d: la sfumatura

Con una naturale sfumatura, la tricopigmentazione funziona. Ciò è possibile grazie alla tricopigmentazione 3d. Più capelli ci sono nella zona frontale del cuoio capelluto del paziente, migliore sarà l’effetto del trattamento. 

L’abilità del dermopigmentista sta nella capacità di innesto e sfumatura dei pigmenti.

In questo modo, il trattamento ingannerà l’occhio umano mescolando otticamente i capelli rimasti con i pigmenti innestati nel processo di tricopigmentazione.

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